Tutti gli articoli di Gianni De Luise

deja-vu

C’è un punto della nostra vita nel quale, improvvisamente, ci si rende conto che la quantità di ricordi immagazinata nella nostra testa è incredibilmente grande. Ricordi di tutti i tipi, bellissimi, speciali, fondamentali, drammatici, emozionanti e così via. Emergono improvvisamente, quando meno te lo aspetti, magari quando si è sovrappensiero e ci riportano, come dei flashback, delle istantanee, a momenti della nostra vita che non ricordavamo coscientemente.
Spesso sono una canzone, un profumo, oppure un oggetto che fungono da interruttore e ci riportano in un nanosecondo alla dimensione spazio temporale nella quale li abbiamo vissuti.
E’ impossibile riorganizzare i ricordi, dargli una classificazione o una cronologia ben precisa. La maggior parte di loro, però,è, in un certo senso, nello stesso tempo personale e collettiva, e questa è una cosa interessante.
Mi capita spesso di parlare con persone che mi chiedono cose relative alla mia vita radiofonica o alle mie conoscenze musicali.
Trovo fantastico questo fatto, perchè, evidentemente, significa che mi considerano abbastanza esperto in materia, anche se un piccolo retro pensiero mi ricorda anche che gli anni passano.
Così ho pensato che sarebbe bello utilizzare il mio sito, oltre che per tenervi aggiornati sulle ultime novità del mio amato programma Network Satellite, per rispondere alle persone di cui sopra, e per condividere con voi l’infinità di memorie sulle decadi musicali che ho vissuto, inserite nel contesto nelle quali si sono sviluppate.
Diciamo che da qui voglio ricominciare a raccontarvi delle cose che molti avranno vissuto, ma che per qualcuno saranno magari assolutamente nuove e lo farò, ovviamente, utilizzando citazioni musicali, ma anche citazioni di libri, articoli di giornale, fotografie e quant’altro.
Lo farò, ovviamente, qui, nel mio sito perchè mi sono reso conto, con grande dispiacere che aveva ragione Umberto Eco quando sosteneva “Internet? Ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere”. Purtroppo credo proprio che i social siano assolutamente dispersivi, e, fondamentalmente inadatti a creare qualcosa di concreto, infestati come sono da tuttologi e pseudo esperti di ogni tipo.
Non consideratemi superbo o radical chic, ma vorrei che qui, nella mia casa digitale, se ci fossero dei commenti rimanessero sempre nell’ambito della discussione civile ed educata.
Prometto che vincerò la mia innata pigrizia e che il prossimo post arriverà molto molto presto
Un abbraccio a tutti.